In occasione di Màt Settimana Salute Mentale di Modena, il 20 ottobre scorso ci siamo dati appuntamento a Nonantola, sui terreni di “Natura che cura” – il progetto di agricoltura sociale che Coopattiva porta avanti dal 2018 – per un momento di confronto e ascolto di esperienze intorno al filo conduttore del rapporto con la terra, del ben-essere, del ben-vivere.

L’evento è stato aperto nel migliore dei modi grazie a Debora Giovannini, lavoratrice inserita nel progetto di “Natura che cura”, che ha offerto la propria testimonianza e letto il testo di un piccolo libro illustrato – “Il regno della felicità” – frutto di un laboratorio di scrittura creativa di chi attraverso l’elaborazione collettiva, lavorando nei terreni Coopattiva di Nonantola nel momento difficile della esondazione del Panaro del dicembre 2020, si è trovato da un giorno all’altro a dover elaborare il lutto della distruzione ed affrontare in maniera positiva e costruttiva la difficile ripartenza. Il libro era in distribuzione gratuita per tutte le persone presenti.

Sono poi seguite le testimonianze degli ospiti, attraverso un dialogo incrociato tra tutti i presenti, condotti da Giorgio Sgarbi, direttore di Coopattiva. Erano presenti al tavolo dei relatori:

  •  Francesco Neri e Alison Kennedy (Azienda Agricola Radici felici – Gombola)
  • Gerardina Strino (Il giardino degli aromi – Milano) e due sue collaboratrici-utenti
  • Enzo Gentile (autore del libro “Semi per una Terra nuova” – Modena).

Si è trattato di una condivisione molto genuina di racconti di vita, di esperienze, di scelte e di visioni personali. Che ci ha rafforzati tutti in un convincimento: la natura è certamente luogo eletto per la produzione e per l’inclusione ma, in senso ben più ampio, è spazio e dimensione in cui tutti possiamo vivere esperienze e percorsi verso lo stare bene. Il rapporto con la terra, che sia un orto, un campo, un bosco che cresce, un giardino, apre porte di consapevolezza. È un incontro intimo con la natura, un riaccendere un legame mai del tutto sopito, che fa stare bene.

Al termine del confronto è stato possibile vivere gli spazi di “Natura che cura” visitando la suggestiva mostra fotografica “Recisi con accuratezza” all’interno della Serra grande, oppure passeggiando tra gli ortaggi dell’orto pentagonale gustando i “Racconti al centro dell’orto”. Oppure semplicemente continuando il confronto, all’aperto e quindi oggi più che mai in situazione di totale sicurezza e salubrità, chiacchierando tra i partecipanti tra i quali è stato bello constatare come, nella diversità delle scelte e dei progetti, emergesse con chiarezza la soddisfazione nel star facendo ciascuno qualcosa di concreto e bello, a favore di un autentico ritorno al contatto con la terra e al rispetto per essa. E di conseguenza al benessere delle persone che ruotano attorno a questi progetti.